<h1>Gorbaciof, un film di Stefano Incerti<h1>

 

<h2>Una lunga silenziosa diapositiva sulla natura umana, sul fallimento morale ed etico dell'uomo e della società che lo circonda.<h2>

 

<p>Se siete alla ricerca di un film da vedere, che vi coinvolga tanto da togliervi il fiato e farvi esplodere dalla rabbia e dal senso infinito di impotenza umana, <b>Gorbaciof<b> è quello che fa per voi.

Stefano Incerti confeziona un film tanto silenzioso e lento, quanto meravigliosamente tagliente e cinico.

Fin dai primi minuti si intuisce il finale, ciò che avverrà, perché questo film non è che un racconto quotidiano, vero e deprimente quanto l'ineluttabilità della vita, la certezza della morte.<p>

 

<p>Gorbaciof è il protagonista, un cassiere del carcere di Poggioreale, in una <b>Napoli<b> sbiadita ma viva, fatta di bische clandestine, ristoranti cinesi unti e mal frequentati, in cui la legalità è a così stretto contatto con l'illegalità da non poterne definire i confini senza cadere in errore. Non ci sono eroi, anti-eroi, cattivi o buoni, in un mondo in cui l'unica necessità è quella di sopravvivere. Tutto è lecito, tutto è permesso, la finalità ultima è solo il risultato. I vizi diventano una caratterizzazione dell'uomo, e neanche l’amore per una donna o per la propria figlia può far redimere gli animi. Nemmeno la consapevolezza di essere dalla parte del torto, e che solo uscendone al più presto può dare forse una speranza, fa sì che i protagonisti cambino direzione, prendendo davvero in mano la propria vita.<p>

 

<p>Non resta quindi che fuggire, ma non sempre è possibile, non sempre tutto va secondo i piani: non se prima di guardare al futuro devi prima chiudere con un passato di paura, minacce e disillusione.<p>

 

<p>Un <b>Toni<b> <b>Servillo<b> in grande spolvero, sotto l'abile regia di <b>Stefano<b> <b>Incerti<b>, fa sì che una misera storia diventi un capolavoro dei nostri tempi, crudo e sibillino.<p>